Intervista all’autrice Tiziana Privitera.

1) Parliamo di te e della tua passione, da dove nasce? Cosa provi quando scrivi?
Ho sempre adorato leggere e, di conseguenza, molto presto mi è nata anche la voglia di provare a scrivere per emulare i grandi scrittori. Ho cominciato da piccola; scrivevo racconti, favole, storielle che, ovviamente, poi finivano in qualche angolo dimenticato del cassetto, ma non ho mai perso il “vizio”. Poi, con il passare del tempo, ho affinato il mio modo di scrivere e sono nati i primi libri. Scrivere per me è rilassante, è entrare in un mondo che in pratica ho costruito io.

2) Quali sono i generi che preferisci?
Il giallo ovviamente e tutto ciò che rimanda al thriller ed al crime. Non disdegno però i romanzi storici.

3) Raccontaci di “Delitti e fantasmi” e “Il killer del decalogo”, trama, genere e tematiche maggiormente affrontate.
“Delitti&Fantasmi” è un fantasy/giallo, una raccolta di racconti in cui la protagonista si trova ad aver a che fare con anime di defunti impossibilitate a passare oltre perché, anche se la loro morte è stata archiviata come incidente, in realtà sono state uccise; toccherà a lei scoprire la verità, con una vera e propria indagine, e fare così giustizia.
“Il killer del decalogo” invece è un romanzo di genere giallo/thriller dove il team di investigatori protagonisti deve ingaggiare una corsa contro il tempo per fermare un assassino che uccide a ritmo dei Dieci Comandamenti.
Sono due libri diversi, ma in entrambi spero di esser riuscita a far passare il medesimo messaggio e cioè che alla fine la giustizia ed il valore della vita predominano su tutto.

4) Parlaci di un personaggio a piacere o lascia che sia lui a farlo.
“Tutti gli addetti al lavoro lo chiamavano, comunemente, Dottor Morte. Come e perché si fosse meritato quel soprannome funereo, rimaneva ancora un mistero. L’ipotesi più colorita e malevola sosteneva che il suo primo paziente fosse deceduto per lo spavento subito dopo averlo visto; ragion per cui il buon dottore si era dedicato alla medicina legale, ritenendo di far meno impressione ai morti che ai vivi. In effetti, il suo aspetto non era decisamente incoraggiante: alto ed eccessivamente magro, con lineamenti che parevano scavati nel volto si muoveva con estrema e studiata lentezza e parlava con un marcato accento tedesco, dovuto chiaramente alle sue origini, che alla lunga risultava piuttosto snervante. L’ipotesi più accreditata sul suo appellativo, tuttavia, era anche la più semplice e si reggeva sull’evidente predestinazione che accompagnava il dottor Bestatter il cui cognome, in lingua tedesca, significava “becchino”.
Una cosa comunque era certa: non esisteva al mondo un medico legale più efficiente e scrupoloso di Jurgen Bestatter.” (da “Il killer del decalogo”)

5) Che rapporto hai con i personaggi? Vengono mai a disturbarti nei momenti più inopportuni? Chi di loro inviteresti a cena e chi eviteresti?
Li ho creati io e loro sono cresciuti mano a mano che la storia procedeva, delineandosi un carattere preciso, abitudini ed un modo di essere che è tutto loro; io li adoro ed ormai sono un po’ la mia famiglia letteraria perciò no, non mi disturbano mai e li inviterei tutti a cena perché anche quelli che, per esigenze di copione ho descritto un po’ antipatici, in realtà io li trovo adorabili.
Bè, ovviamente, non andrei mai a cena con gli assassini dei miei libri!

6) Hai già altre storie in cantiere? Ci dai un’anticipazione?
La famiglia de “Il killer del decalogo” è protagonista anche di un secondo romanzo che è già in casa editrice per l’editing e di un terzo che sto scrivendo. Nel secondo romanzo i nostri eroi avranno a che fare con una minaccia che arriva dal passato, mentre nel terzo dovranno muoversi nel campo dell’arte… ma di più non vi dico.
C’è poi chi mi ha chiesto il sequel de “Il killer del decalogo” che è sì autoconclusivo, ma lascia spazio a qualche interrogativo che potrebbe aprire nuovi scenari.

7) E-book o cartaceo?
Cartaceo, senza ombra di dubbio. Sono ancora un’amante dell’odore dei libri e della sensazione della carta tra le dita.

8) La tua massima aspirazione in campo letterario?
Vendere milioni di copie e diventare un’autrice best-seller in tutto il mondo. Ecco potrei scriverti questo, ma è un sogno più che un’aspirazione. Quando ho iniziato a scrivere non avevo velleità da grande scrittrice ed ancora oggi mi mantengo molto con i piedi ben piantati per terra; direi che la mia più grande aspirazione è non annoiare i miei lettori e sentirmi dir da loro “brava, scrivi proprio bene” oppure “proprio bello il tuo libro, mi è piaciuto” è già una mia personale e grande soddisfazione.

9) Qual è il tuo libro preferito? E quali sono gli autori che preferisci?
Agatha Christie ovviamente e poi adoro Kathy Reichs, Tess Gerritsen e Danila Comastri Montanari; l’idea di ambientare storie gialle nell’antica Roma è geniale.
Uscendo dal genere giallo, una menzione particolare per Carlos Ruiz Zafon.
Il libro che preferisco in assoluto però è un classico, Jane Eyre; nessun libro mi ha tenuto incollata alle sue pagine come l’opera della Bronte (che comunque in fatto di mistero ci mette del suo).

10) Un consiglio da dare ai tuoi colleghi emergenti?
Prima di tutto di “leggere”; un grande scrittore non può non essere anche un grande lettore.
Secondo, di non farsi abbattere dai “no”, dalle critiche e dalle “porte in faccia” che riceveranno (perché ne riceveranno, eccome!), ma di insistere per realizzare i propri sogni perché, citazione da internet ma io ne ho fatto il mio mantra, “I sogni sono fatti per le persone coraggiose, per tutti gli altri ci sono i cassetti.”

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s